L’oro d’ Oliva…

Solitamente le olive le apprezziamo quando sono sulla pizza margherita oppure nell’insalata. Le assaporavo quando ero ragazzino, in un vaso di terracotta nere e semicoperte con il sale, le preparava mia nonna ed erano buonissime.
Mi piace farmi catturare dal fascino che l’albero di ulivo emana, ne osservo tanti ogni volta che percorro le strade Salentine. Molti sono singolari per le forme che assumono nei decenni, perchè stimolano la fantasia… bizzarri non di rado, riescono a farci immaginare figure realistiche, come ad esempio, questa:
Un bacio…almeno questo mi ricorda guardando questi bellissimi esemplari centenari. Gli uliveti, visti dal loro interno trasmettono piacevoli sensazioni…è come se, in qualche modo, quelle incredibili sculture create dal tempo e dagli elementi ad essi sopravvissuti, ti facessero sentire protetto, al sicuro e nello stesso tempo ti dessero una sensazione di pace.
Ancora una volta la natura stupisce, molto spesso con tanta semplicità e sopratutto in assoluto silenzio, offrendoci i frutti dai quali ricaviamo il suo prezioso olio, olio che assomiglia all’ oro, l’oro d’oliva. E dell’oro conserva anche i colori, che vanno dal giallo chiaro a quello più intenso, fino a varie tonalità di verde.

E’ sicuramente piacevole e doveroso poter omaggiare questo albero attraverso la fotografia, merita tutto il rispetto, la cura e tanta attenzione da parte nostra. Infondo stiamo parlando di un Signor albero… L’ulivo.

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L’Uluzziano più antico d’Europa ora ha anche un volto…

Giorni fa leggevo con grande curiosità ed una certa soddisfazione quanto riportavano le testate giornalistiche di alcuni quotidiani locali. A Nardò e dintorni sarebbe nato l’uomo moderno, grazie a dei fossili ritrovati nella famosa Grotta del Cavallo, nella baia di Uluzzo.
Ebbene, un pomeriggio come ogni tanto sono solito fare, ho scelto di fare quattro passi per respirare un po di aria sana e isolarmi un po dalla quotidianità. Una delle mie mete preferite è appunto Portoselvaggio. In questo luogo, tra il verde dei pini e l’azzurro del mare la mente ritrova il suo spazio, tutto diventa più distante a parte la natura che invece la sento far parte di me. Mentre percorrevo i sentieri che dalla pineta scendono verso il mare, nei pressi della Grotta del Cavallo, in pace con me stesso, noto proprio davanti a me, un profilo di volto umano tra le rocce, che mi sorprende immediatamente.

Un volto creato dalla roccia nella roccia

Stupore ed incredulità per quanto vedevo davanti a me, un volto incredibilmente realistico. Restai fermo lì a fissare quell’ immagine fino a quando mi sono ripreso dalla piacevole sorpresa e provai a fare qualche fotografia. Chissà, pensavo, proprio adesso che hanno fatto scoperte importantissime in questa zona, questo profilo potrebbe avere qualche somiglianza a qualcuno di quegli uomini che sono vissuti qui? Non ne ho idea, e non lo saprò mai, ma di sicuro quanta emozione si prova nel sapere di percorrere gli stessi sentieri di quel tempo lontano. E’ un bellissimo regalo della natura che volentieri condivido con voi e con coloro che hanno a cuore questa bellissima terra.
n.b.
Alcune persone, certamente distanti dal mio modo di vivere la fotografia,  dopo aver visto la mia foto hanno vantato questa scoperta, che per me ora è  “il volto di pietra” nella baia di Uluzzo. Va ricordato che prima della mia intuizione, della mia fotografia, e del mio articolo apparso anche in vari quotidiani locali, non esisteva alcuna notizia, nè fotografia, nè altra documentazione in merito che testimoniasse tale curiosità. La prima immagine del volto di pietra, nella baia di Uluzzo è stata pubblicata da me e oslo da me il 30 novembre 2011.

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Nardò e le sue diverse prospettive…

Nardò è una città molto ricca di storia e d’arte, non è solo l’amore che provo per questo pezzo di terra nel Salento che mi fa dire questo, ma davvero di arte se ne respira in ogni via, in ogni angolo del bellissimo centro storico. Spesso ammirando monumenti importanti, come per esempio i frontespizi di alcune Chiese, mi sono chiesto come sarebbe la loro visuale se mi trovassi sospeso a mezz’aria, oppure più distante, oltre quel muro che puntualmente nega la visione completa. Mi ha incuriosito questa idea, finchè con un po di ingegno fotografico e con un po di dimestichezza nell’uso di alcuni software adatti, mi sono cimentato per alcuni giorni e diverse notti ad assemblare, per ogni monumento circa 15-20 immagini tutte assieme, come se fosse un grande puzzle. Questa sfida l’ho rivolta principalmente verso una delle facciate forse più belle e più complesse del centro storico, la Chiesa di San Domenico. Dopo diversi tentativi, sono riuscito a vederla finalmente di fronte, tutta intera e in questo modo…

La facciata della Chiesa di San Domenico - Nardò

Fantastica vero? Ovviamente questa immagine avrà un valore ancora più significativo per chi è Neretino come me, proprio perchè non è possibile vederla realmente con questa prospettiva, tanto da sembrare quasi estranea al primo impatto.
Un’ altra sfida non certamente facile è stata per un’altra bella facciata, la Chiesa della Purità (nei pressi del Conservatorio). Ho voluto fotografare questo monumento di sera, con le luci giallognole, molto intime, quasi come una protezione per questa scultura artistica.

Facciata notturna della "Purità" - Nardò

Non poteva mancare però un altro monumento di notevole importanza nella storia della mia Città, La Cattedrale. Ogni volta che ci passo vicino, è impossibile non sollevare lo sguardo, se pur fugace, ed ammirarne la sua bellezza. Penso che rispetto a tante altre Chiese forse la Cattedrale appare un po più semplice esteticamente, non per questo però ha meno pregio. Ecco come sono riuscito ad immaginarmela la sua facciata in una tipica giornata di sole…

La Cattedrale - Nardò

Tengo a precisare che non sono uno storico o uno studioso d’arte, la mia è solo passione fotografica e per quanto di bello la vita mi permette di ammirare nei luoghi dove vivo. Nonostante Nardò sia una Città bellissima, spesso sofferente, a volte bistrattata ma con una mentalità in continua crescita. E’ parte della mia vita, lontano certamente mi sarebbe difficile viverci. Con tanti pregi e diversi difetti è la mia Città ed il mio amore per questo posto sono certo non cambierà mai.
Mi farebbe piacere poter leggere i vostri pensieri, le vostre impressioni (sopratutto a chi è del posto).

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La fotografia del nostro tempo

Fotografare e farsi fotografare non si riduce solo al tempo di un clic e al tempo di uno sguardo al risultato. La possibilità che una immagine resti a lungo nel tempo è uno dei pochi modi per farsi ricordare. Che sia un luogo o una persona non importa, nelle fotografie il tempo si ferma, non esiste più.
Ritornano i ricordi che vengono riportati al presente in un attimo alla mente di chi la osserva. Quante volte abbiamo sorriso nel vedere le fotografie di quando eravamo piccolissimi (quei fortunati che se le potevano permettere), oppure quante volte ci siamo emozionati rivedendo un luogo, una persona, un amico o un nostro caro che ormai non c’è più. Se quella fotografia non fosse stata scattata, non avremmo mai potuto rivivere così nel dettaglio quel ricordo e probabilmente non rivivremmo quella particolare emozione.

Casa di campagna
Ci accorgiamo attraverso le fotografie di come tutto attorno a noi muta nel tempo, io stesso resto meravigliato e affascinato nell’ammirare immagini scattate molti anni fa, sopratutto riguardanti il mio paese, e fantastico pensando a come poteva essere bello trovarsi in quello scenario.
Come è volato il tempo guardando quel pezzo di carta tra le mani, e come sono cambiati anche i modi di vivere. Sappiamo dove eravamo, chi eravamo, dove stiamo andando e chi siamo. Le testimonianze che ci hanno lasciato e che noi lasciamo agli altri sono l’unico modo per non farci dimenticare. I pensieri si perdono nel tempo, anche quelli più forti, ma la fotografia riesce per fortuna a tenerli vivi per molto più tempo.
Non esitate dunque, laddove sia possibile,  immortalate le scene e i posti che vi piacciono, le persone che amate o quelle cose che vi regalano un’emozione, affinchè gli altri a venire possano godere delle gioie del nostro tempo e non restare anonimi. I mezzi a disposizione li abbiamo, le macchine fotografiche sono alla portata di chiunque. Facciamo tesoro di questa passione e non lasciamola da parte mai.

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io, i colori e mio padre…

Quando vado a trovare mio padre, spesso mi chiede come va con le mie fotografie, sente in giro qualcuno che apprezza la mia passione tra i suoi amici e questo mi fa molto piacere. Mi chiede dunque se ho fatto foto nuove, dove sono stato per farle ecc. e non nascondo che su questo mi trovo un po in difficoltà. La difficoltà di cui parlo è semplice. Come faccio a raccontare i colori delle mie fotografie a mio padre, che purtroppo non ha il dono della vista? Non posso in effetti, poichè dire a mio padre, sai pà, il colore del cielo oggi era rosso, o azzurro, sfumato tra il giallo e il rosso acceso, gli direi cose che per lui non avrebbero molto senso. In effetti, come si fa a spiegare che il sole è giallo, che cos’è il giallo? Cos’è il rosso o il verde… non c’è modo. Ma non mi affligge questo pensiero. Oggi non metterò nessuna fotografia, perchè dedicherò questo pensiero a chi come mio padre non puo’ vedere i colori, e nemmeno immaginarli, potrò solo a dire che la mia è semplicemente una emozione, al di la dei bei colori, delle sfumature, il mio è sentimento, verso la natura, verso quello che mi circonda. Questo si che posso spiegarlo a mio padre e ad altri come lui, per fortuna non serve raccontare cosa sono i colori, ma semplicemente aprire l’animo e godere di quello che la vita ci sa offrire ogni giorno. Che poi per alcuni questa possa essere una espressione d’arte, per altri passione, per altri ancora tempo libero o per altri ancora una perdita di tempo… poco importa, quello che conta per me è viverle al meglio queste emozioni, con la piccola soddisfazione personale  di rendervi partecipi.

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Spiagge…Salentine

Ogni volta che ne sento parlare, penso a quante spiagge finora ho avuto la fortuna di ammirare, e sono tante ormai, tutte qui nel mio Salento, tutte bellissime, molte simili, ma allo stesso tempo singolari. Alcune spiagge sono così riservate come le “Calette” ad esempio, nella zona Tarantina. Sono piccole porzioni di coste poste al di sotto del piano stradale, a volte è difficile scorgerle, ma lo spettacolo appena le si scoprono è davvero molto bello…

Caletta - Marina di Pulsano (Ta)

Altre spiagge Salentine per esempio quelle a sud di Ugento sono altrettanto particolari. A cominciare dalla sabbia, molto fine e tendente al marroncino creano un contrasto di colore con il quello del mare, ed ora comprendo e mi spiego perchè le chiamano nella marina di Salve,  “Le Maldive del Salento”

Pescoluse - Salve (Le)

E’ molto vasto il litorale Salentino, ogni marina, ogni frazione, ogni paese che ne possiede un pezzetto ne fa prezioso tesoro, e penso sia giusto e inorgoglisce sopratutto chi ci abita vicino. Percorrendo chilometri e chilometri per offrirvi immagini piacevoli mi soffermo qualche volta a pensare che bisogna far crescere e sopratutto mantenere alto l’impegno per conservare al meglio queste naturali meraviglie…molto spesso sorvolo (ed è un bene) su alcune spiagge bellissime ma orrendamente abbandonate a se stesse…Teniamo conto che il Salento non è solo bel mare e tanto sole, il confine è breve dal molto bello al molto brutto, basta solo fare qualche passo indietro e variare le inquadrature. Vi lascio due moniti fotografici affinchè possano servire a stimolare le coscienze di chi non comprende e non sa apprezzare ancora quanto siamo stati fortunati a nascere Salentini.

Il Salento che non vorremmo mai vedere...

Il Salento che non vorremmo mai vedere...

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La grotta della Poesia…

Mi è capitato di vedere da vicino questo posto suggestivo diverse volte ormai, e mi sono fatto spesso la domanda: perchè si chiama così?

La grotta della Poesia

Cominciamo a dire dove si trova questo luogo affascinante. Fa parte della marina di Melendugno, precisamente a Roca Vecchia. Dalla litoranea in effetti è difficile scorgere la grotta, ma ad un centinaio di metri dalla strada, nei pressi di una chiesetta il panorama è bellissimo, quello che appare alla nostra vista avvicinandoci è questo…  
Stupiti, vero?
Davvero bello questo luogo, l’acqua al suo interno assume dei colori che vanno dal verde smeraldo al blu intenso, ovviamente a seconda del riflesso e della posizione del sole. Torniamo alla domanda, perchè si chiama Grotta della Poesia? Per chi ama il romanticismo il significato è dato da un’antica leggenda, dove una bellissima principessa era solita fare il bagno in quest’acqua limpida, e quando la notizia si sparse moltissimi poeti si recavano nelle vicinanze della Grotta per cercare ispirazioni poetiche. Bella questa leggenda, senza dubbio, è quella che preferisco maggiormente legata a questo luogo.

C’è anche un’altra spiegazione a questo posto e a questo nome…
Il suo nome deriva dalla lingua Greca del Medioevo “POSIA ” che significa “sorgente di acqua dolce” riferita alla fonte che scorreva anticamente al suo interno. Resta comunque un meraviglioso tesoro della terra Salentina che auguro a tutti di poter visitare di persona, i contrasti con l’acqua e la costa attorno sono davvero pregevoli.

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La torre del fiume di Galatena…

Chissà di quale posto si tratta si chiederanno in tanti…mai sentito questo nome…eppure, in tantissimi ci passiamo chissà quante volte da li…ammiriamo, e proseguiamo, per altri lidi, per altre vie. Sto parlando di un bellissimo posto di mare Neretino

esattamente le “Quattro Colonne”…in Santa Maria al bagno. Questa torre costiera fu fatta costruire da Carlo V circa 400 anni fa per proteggere la sorgente di acqua dolce, adiacente alla torre, nota ai pirati di quel tempo che cercavano di rifornirsene. Oggi è ormai perduta la sorgente, ma ne conservo il ricordo da ragazzino, quando per rendere un piacere a mia nonna andavo a raccogliere la famosa “acqua sazza”, in alcuni bottiglioni di vetro spesso più pesanti di me… Le quattro colonne con la sorgente in basso

I resti di questa torre hanno dato origine al nome attuale, le “Quattro Colonne” che appunto, non dispiace affatto, essendo molto caratteristico come luogo, non solo di giorno, ma ambita meta di passeggio nelle serate estive di tanti turisti e gente del posto.

Attualmente all’interno di questa torre, o meglio di quel che ne resta, vi è un ristorante. Di certo le “Quattro Colonne” regalano una piacevole visione suggestiva anche di notte. La mia Città attraverso questi luoghi bellissimi si impreziosisce di cultura e di storia…quello che mi auguro è che venga apprezzata e custodita nel tempo. Con il mio piccolo contributo fotografico ne lascio una breve testimonianza, nella speranza che possa piacere a chi ha modo e voglia di osservare.

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Racconto di un tramonto…

Nel tardo pomeriggio, quando si è in riva al mare, ci si accorge che il sole scende all’orizzonte rapidamente, ed il mio pensiero accarezza le nuvole che si apprestano a nascondere la grande palla infuocata…chissà quali colori e quali sfumature oggi mi regalerà questo attimo…

Attorno a me il silenzio scende proprio come fa il sole… Presto scomparirà dietro le nuvole appena sopra l’orizzonte e cerco una posizione ideale per non perdermi l’attimo, quello dei colori e che trasformano quel momento in una emozione…

Il mare, a differenza del cielo, assume colori dai toni più freddi, ma decido che bisogna andare a vederlo più da vicino. Bisogna fare in fretta, i colori e la luce sono in continua attenuazione, presto lasceranno posto alla sera…una nave lontana all’orizzonte accende le luci di bordo e si prepara per la notte. E’ il suono delle onde che adesso si sente nell’aria

Pian piano il mare si distende, come se si arrendesse sfinito al calare della sera, si sente ancora il vento soffiare sul viso, tiepido di ponente, e quando è il momento di risalire per tornare a casa soddisfatto per questo momento bellissimo, le onde si colorano d’argento…ed è l’ultimo piacere intenso per una fresca giornata d’inverno…

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Fotografare la realtà…

E’ vero, oggi come oggi i computer’s ed i programmi per il fotoritocco sono alla portata quasi di tutti, però è vero anche che a tanti altri non piace vedere immagini artificialmente modificate. Mi riferisco sopratutto a quelle immagini che rappresentano luoghi turistici, tratti di mare o quant’altro si possa trovare sulla rete, e mi domando…
Cosa darebbe in piu’ se una immagine venisse esasperata nelle tonalità e nei contrasti dei colori per rappresentare un luogo? Potrebbe secondo me dimostrare al massimo che qualcuno sa usare uno dei tanti software adatti alla “manomissione” delle immagini. Ma quel posto, qualunque sia, nella realtà sarebbe senz’altro risulterebbe diverso.

Spiaggetta "Lu Rinaru"

Questa esternazione personale nasce dal fatto che spesso quanto abbiamo di bello sotto gli occhi non ha bisogno di modifiche per essere rappresentato. Quando preparo la mia umilissima reflex Canon per fare le mie fotografie, desidero e spero con tutto me stesso di riuscire a cogliere quella particolare luce che raggiunge in quel momento il luogo che ho scelto da fotografare così com’è.

San Isidoro (Nardò)

Non c’è emozione più bella, quando tornato a casa, riversando le immagini nel computer,  rivedere le stesse tonalità di colori e intensità di luce così come erano e le ammiravo poco tempo prima. Vederla cambiata, modificata, alterata (a meno che non sia voluta per altri scopi) è come non sentirla più mia, come se non mi appartenesse più quella immagine. E’ la mia sfida alla frenesia del fotoritocco, ed i file in formato “.raw o .CR2” mi incoraggiano moltissimo (questi files sono immodificabili), in effetti cambiare la realtà non mi aiuta. Questa pratica cercherò di tenerla sempre lontana dal mio modo di vedere la fotografia naturalistica, sopratutto quella della mia terra, il Salento, non ne ha alcun bisogno….

Risacca con Gallipoli sullo sfondo (S. Caterina-Nardò)

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